lunedì 7 novembre 2016

Mass Effect 3: il finale che odio


Oggi è il 7 Novembre e per i fan di Mass Effect come me questo vuol dire N7 Day, che in questo 2016 potrebbe assumere maggior risalto nella speranza che entro la serata possano arrivare interessanti novità legate all'attesissimo Mass Effect Andromeda (lo scorso anno ci era toccato soltanto un breve teaser e da allora il materiale promozionale è stato davvero scarno, seppur interessante).

Per ingannare l'attesa ho perciò deciso di scrivere questo articolo un po' per sfogo ed un po' per palesare quelle che sono le mie speranze per il futuro della saga in determinati ambiti.

C'è da fare una piccola precisazione. Mi rendo conto che il titolo possa forviare. Quando parlo di finale, non mi riferisco all'epilogo del terzo capitolo della saga, da moltissimi criticato ma che io ho trovato perfetto (specie dopo la pubblicazione della corposa patch correttiva che ha aggiunto diversi elementi narrativi a completare il quadro), ma piuttosto al climax delle vicende, vale a dire lo scontro finale con i razziatori sulla Terra, tanto atteso ma che, orchestrato il quel modo, mi ha lasciato in parte con l'amaro in bocca.



Gran parte del gioco è infatti finalizzato a quel confronto decisivo. Le macchine sono giunte sul nostro pianeta (e non solo), la flotta dell'alleanza è stata spazzata via, i superstiti sono in rotta ed il comandante Shepard è inviato in una missione disperata attraverso la galassia per cercare di coalizzare tutte le razze senzienti contro il nemico comune nel tentativo di sventare una volta per tutte la minaccia.

E dopo aver evitato lo scoppio di ulteriori conflitti interni, vanificato le trame di Cerberus, salvato i Krogan dalla Genofagia, assistito al duello mortale tra un Razziatore d'assalto ed un vermone gigante, il nostro eroe è finalmente pronto a pareggiare i conti affiancato da un numero smodato di navi da guerra e dalle più potenti armate che l'universo ha da offrire. L'ammiraglio Hakett fa il suo discorso motivazionale e si parte all'attacco.



Ed è qui che il meccanismo si inceppa del tutto. Allo scoppio della battaglia, infatti, vengono a sublimarsi tutte quelle avvisaglie, quei piccoli dettagli, che non riuscivano a farmi sentire all'interno di un contesto bellico così vasto. Ma se nel corso di una "scaramuccia" con le truppe dell'uomo misterioso all'interno dei centri di ricerca Salarian è comprensibile, lo è meno quando ci si ritrova in teatri di guerriglia e guerra di ben altre dimensioni. Basti pensare all'assenza di forze di sicurezza durante l'assalto alla cittadella sempre da parte dell'organizzazione paramilitare umana o alla battaglia di Tuchanka, con il forzatissimo espediente utilizzato per non mostrare in azione i guerrieri Krogan (ma qui si aprirebbe un'enorme parentesi che ci allontanerebbe ancor di più dal nostro discorso).




Questi sono soltanto accenni di quello che il finale ha in serbo per noi.
 Come ho detto, lo scopo di Shepard è "riunire le razze della galassia per COMBATTERE INSIEME contro i Razziatori" eppure una volta terminata la sequenza dedicata all'uscita delle flotte dal portale terrestre e avviato lo scontro ci accorgiamo di una cosa: a combattere sono soltanto gli umani ed Turian, tutte le altre navi da guerra viste poco prima non vengono minimamente mostrate in azione. La cosa potrebbe essere intelligentemente giustificata affermando che, essendo la maggior parte di esse facoltative le varianti in gioco sarebbero state molte e quindi si è deciso di andare sul sicuro concentrandosi sui "partecipanti" certi. Verissimo, peccato però che la saga di Mass Effect si basi proprio sulle conseguenze (anche durante le cut-scene) delle proprie scelte, cercando di mostrare il più possibile queste ultime (a volte non benissimo, c'è da dirlo). Non vedere le navi Geth e Quarian - per cui tanto mi ero dato pena per averle entrambe al mio fianco - sparare un singolo colpo mi ha lasciato davvero interdetto, così come la presenza esclusiva di caccia terrestri (in diverse occasioni durante il corso dell'avventura ci son stati mostrati velivoli da combattimento Turian, ad esempio).



Ma la parte peggiore deve ancora arrivare. Non siamo ancora sbarcati sul pianeta.
 E qui giunge la nota più dolente. 
Nonostante, infatti, una volta giunti al (minuscolo e quasi disabitato) campo base, si continui a parlare per tutto il tempo di assalto in massa (ci saranno circa una ventina di soldati al campo), mobilitazione di truppe da sbarco e azioni diversive, ci ritroveremo in realtà, una volta dato il via all'azione, da soli con i nostri due compagni, con forze di terra composte dal alcuni carri scriptati e, sopratutto, da ammassi di pixel non meglio identificabili sullo sfondo a rappresentare dei soldati in marcia. Tra l'altro anche in questo caso si parla sempre e solo di umani. E i Krogan (presenti, tra l'altro, al campo in bassissima risoluzione)? E le Asari? E i Turian? E i Salarian? Beh in realtà ci sono anche loro. In alcune cut-scene.

Rara foto di Marines dell'alleanza prima di essere trasformati in inutili pixel sullo sfondo


Ecco, vedere che quei soldati - per i quali avevo sputato sangue pur di averli al mio fianco - non hanno un effettivo ruolo attivo nello scontro mi ha lasciato davvero con l'amaro in bocca. In sostanza tutto quel gioco di alleanze è servito soltanto ad alzare un'asticella necessaria al cambiamento di alcune scenette e poco più. Eppure sarebbe stato molto semplice ovviare al problema. In fondo la stessa Bioware aveva fatto qualcosa di simile con Dragon Age Origins
In quel caso le razze con cui eravamo riusciti a stipulare una qualche alleanza ci fornivano schiere di uomini richiamabili in battaglia, ognuna con abilità peculiari (di certo Krogan corazzati, specialisti Turian, tecnici Geth e biotiche Asari avrebbero fatto la loro bella figura sul campo). Perciò non capisco come una meccanica vecchia di circa 3 anni rispetto al capitolo finale delle avventure di Shepard non possa essere stata implementata, se non evoluta (ma mi sarei accontentato anche di semplici soldati che saltuariamente si affiancano al team alla fin fine), in una fase così importante della narrazione facendo conseguentemente crollare tutta la mia immedesimazione nello scontro (fortunatamente poi c'è tutto il finale della Cittadella a rialzare enormemente l'asticella dell'attenzione, almeno per quanto mi riguarda).

Beh in realtà una giustificazione c'è. Ed è il finale stesso a fornircela. Il focus è Shepard, l'azione si concentra su di lui, sulle sue gesta e su come queste ultime siano il vero e proprio occhio del ciclone, l'asticella che deciderà le sorti di un intera Galassia. Ed è quindi corretto pensare che si sia deciso di puntare tutto il proprio interesse su di lui. A pagarne le conseguenze è però purtroppo tutto ciò che si muove (o meglio, che si dovrebbe muovere) attorno a lui.



Ma nonostante questo mio sfogo, nonostante questa grossa mancanza che ha pesato non poco sulla mia esperienza, nonostante io sia incapace a scrivere in modo decente (e di questo mi scuso) io adoro la saga di Mass Effect in toto (probabilmente seconda soltanto al dinamico duo di Jak & Daxter nelle mie preferenze) e potrei rigiocare quello scontro finale altre 2000 volte e, seppur continuando a provare un certo fastidio, non me ne stancherei mai.
E proprio per questo ripongo le mie speranze in Andromeda, o nei suoi eventuali sequel (nel caso volessero creare conflitti di questa portata), per colmare questa lacuna e offrirci la più grande space opera videoludica di sempre in grado di superare anche la trilogia originale (fantasticare non costa nulla dopo tutto).

Buon N7 Day a tutti voi!

Normandyyyyy!

Nessun commento:

Posta un commento